autunno

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giovedì 10 marzo 2016

NON FRAITENDERE CIO' CHE NON E' FACILE INTENDERE.

Il nostro amato-odiato presidente del consiglio, con parte del suo entourage (ia che parola!), insieme agli amati-odiati capi dell'anas, insieme a qualche amato-odiato politico della zona, sono stati alla rottura delle pa (non vi scaldate) dicevo delle parti ultime del diaframma che apre la galleria Mormanno. (io ritengo che anche per loro sia una rottura di pa)

Naturalmente, come sport nazionale, giù critiche a valanga su piazze virtuali, visto che su quelle vere l'eta media è oramai sugli ottanta, e del diaframma se ne discute quando si va in macelleria a comprare la carne per i nipotini.

Siccome nella vita c'è chi ha avuto tanto, chi poco, chi nulla, c'è chi ama e chi odia.


La mia posizione di osservatore, (del resto oggi ho chiesto un giorno di ferie proprio per osservare - non il diaframma- ma due mie conigliette che dovevano partorire, e per fortuna il mio intervento di osservazione  ha evitato il peggio con una mia azione, non come la volta scorsa che sono stato assente) mi fa esprimere un giudizio senza pregiudizio (!)

Io ritengo che lamentarsi è molto semplice, ma mi chiedo: dove eravamo noi lamentatori- quando a partire dagli anni 80 si è iniziato con la pratica " CI SI MANGIA L'ITALIA, UN PO' PER UNO" (proporzionalmente alle capacità e attitudini singole) che pur coscienti che un prezzo prima o poi si doveva pagare, siamo stati quantomeno a guardare, senza fare nulla o molto poco per cercare di raddrizzare delle pratiche nefaste, diventate col tempo costume su larga scala?

in base alle attitudini e alle capacità singole, c'è chi ha approfittato nulla, poco, tanto:
ma oggi si paga, signori.

davvero crediamo che l'Italia possa cambiare solo cambiando i governi?  

Vi ricordate quanti governi, anche balneari, abbiamo avuto fino ad oggi?

Purtroppo la democrazia ha i suoi limiti, amplificati se nel popolo non c'è una cultura dell'etica e del senso del dovere.


Io ho la mia teoria, forse già espressa in passato, ma che voglio ribadire.

Autoritenendoci il popolo più intelligente del mondo, (e potrebbe anche darsi che lo siamo davvero) siamo il popolo dei massimi distinguo e cioè diciamo sempre a tutti i livelli:" si, ma però" (che in italiano non si potrebbe neanche dire ma la passo)

A me risulta siano questi "si ma però"  che fanno durare i lavori per l'ammodernamento della SA-RC 50 anni, che fanno lievitare i costi all'inverosimile, che fanno moltiplicare le norme e i regolamenti ogni giorno (anche contraddittorie) , che fanno si che i processi durino 30 anni...

Il "si ma però" per lo più lo abbiamo delegato ai sindacati, ai politici, ai  potenti burocrati, ecc., che a loro volta, essendo italiani con le stesse  attitudini di cui sopra, si fanno coinvolgere più o meno nel farsi gli affari propri e del loro entourage.

Il prezzo del "si ma pero" è quindi la diluizione dei tempi, che comporta la rottura dei diaframmi.

Ecco che l'italiano onesto è stufo e stanco di tutto, e oggi tace;  non va a votare,  non partecipando alla principale conquista della democrazia.

la domanda è: se ne esce? come?

La risposta in un prossimo post.

grazie

mimmo sola


è la tenaglia sulle ali che ci attanaglia