autunno

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venerdì 30 ottobre 2015

RACCONTO BREVE di sabato (dalla fantasia di mimmo sola che c'è rimasta solo quella)

...lo stupore prese il posto della paura, in un trasmutare emotivo rilassante e pacato, come se in quegli attimi la forza cedesse sotto l'ipnosi di un lamento ciclico, ad una stasi armonica in un caldo abbraccio malinconico; quando il sentimento lo fece tornare bambino.

il fuoco acceso avrebbe fatto il resto, in quella notte stellata senza pianeti nè ombre, di risoluta consapevolezza che il mancato concretizzarsi della loro fusione avrebbe facilitato soltanto stati d'animo incompleti, ansie nel trovarsi insieme soltanto nella mente, non sfiorandosi mai nella fisicità.

" - adesso ti mostrerò dove mi nascondevo da piccolo, quando mio padre tornava dal lavoro e mi veniva a cercare."

c'era una botola al lato della parete dove adesso limita l'ultimo gradino della scala in legno, che conduceva alla cantina, dove i vignaioli  sversavano le cassette piene del frutto della vite direttamente nel tino sottostante, e questo fino all'inizio del '900;  fino a quando il mio trisavolo ristrutturò la cascina.

io mi infilavo nella nicchia, residuo rimasto della botola antica, ogni pomeriggio intorno alle 17,00, l'ora del rientro di mio padre, e lì  aspettavo mi trovasse; in un gioco che andava avanti oramai da circa un anno, ma che a me sembrava nuovo ogni giorno.

lui passava puntualmente da casa, trovandosi il cantiere solo cinque chilometri oltre.

una sera d'inverno aspettai rannicchiato fino alle 18  più o meno, ma mio padre non tornò.

sentii le urla di mia madre quando mio zio la avvisò che c'era stato un incidente in cantiere con un morto e dei feriti anche gravi.

uscii allo scoperto.

per fortuna lo zio ci tranquillizzò dicendo che mio padre era tra i feriti leggeri, ma comunque  in ospedale per farsi medicare.

mia madre mi confidò più avanti che quel giorno ebbe la sensazione che suo marito fosse morto, ed iniziò un lamento ciclico.

io invece credendo mio padre immortale, baciai subito lo zio.


quel giorno, a sette anni, mi capitò per la prima volta di sentirmi un uomo quando, abbracciando malinconicamente mia madre, le dissi: "- non preoccuparti, papà ritornerà presto a giocare con me a nascondino."-

in quel momento iniziai ad avere paura del buio.


mimmo sola  27 ottobre 2015